Ricerca di un responsabile e figura manageriale

Un po’ di tempo fa, ho inviato il mio CV in risposta ad un annuncio per la selezione di una figura manageriale da inserire all’interno di una struttura commerciale già avviata dopo un periodo di formazione sul campo.
Mi chiamano a colloquio e mi reco presso la società Libra in Torre Cantore a Genova.
In sala d’attesa eravamo un gruppetto eterogeneo di circa 7, 8 persone tutte convocate per lo stesso annuncio.
Mi è parsa subito un po’ strana la cosa, non in linea con la descrizione dell’annuncio e con la figura ricercata. Decido di andare fino in fondo se non altro per capire qualcosa in più e quindi aspetto il mio turno pazientemente…
Durante il colloquio ho avuto subito la netta sensazione che il mio interlocutore non fosse molto interessato alle mie esperienze lavorative, ma piuttosto a dipingere quanto sarebbe stata rosea la mia carriera manageriale all’interno di un ben poco definito gruppo di aziende, tutte indipendenti tra loro, ma tutte facenti riferimento ad un’unica struttura, molto piu grande, chiamata “Juice”.
Il tipo mi fa vedere anche una bellissima brochure istituzionale dell’azienda con illustrazioni di altisonanti brand loro clienti e fotografie di lussuosi meeting dove sembra che tutti si divertano un mondo; ci sono anche le foto del proprietario che, a sentire il tipo della Libra, “aveva cominciato dal basso, proprio come me oggi!”
La brochure si chiudeva in quarta di copertina con il motto “Juice – vogliamo il tuo succo”.
Mi sono sentito un limone da spremere e faccio presente che il messaggio potrebbe essere controproducente e di dubbia interpretazione.
Tornando al colloquio e per farla breve, risulta sin da subito che io avessi i requisiti e le caratteristiche che loro ricercavano.
Il selezionatore continua a fare un sacco di discorsi fumosi senza mai rispondere alle mie domande su cosa dovevo fare esattamente, sul tipo di contratto e così via. Alla fine conclude dicendo che, se avessi voluto saperne di più per capire il loro modello produttivo, sarei dovuto tornare nei prossimi giorni ed un loro incaricato mi avrebbe spiegato meglio il lavoro sul campo.
Decido di accettare per scoprire fino in fondo il loro gioco. Fissiamo il giorno et voila! Senza quasi accorgermene mi ritrovo su una vecchia macchina scassatissima con il loro incaricato responsabile, ovvero il mio “Tutor” il quale senza troppe spiegazioni, si affretta a prendere l’autostrada direzione e meta finale: Albenga e dintorni.
Passo tutta la giornata con il mio tutor a suonar campanelli e proporre fornitura per energia elettrica GDF Gas De France; la loro strategia? Riuscire a parlare con il maggior numero di persone possibile nell’arco della giornata perchè le loro statistiche dimostravano che almeno 2, 3 contratti al giorno si riescono a fare.
Verso sera siamo rientrati alla base dove scopro che la stessa sorte era toccata a tutte le persone che erano con me a colloquio il primo giorno e alle quali era stato affidato un’altro responsabile. Qualcuno, più fortunato rimasto a Genova, dopo aver capito di cosa si trattava, era fuggito già in mattinata. Altri, portati in luoghi sperduti fuori Genova come me, non avendo altra possibilità che rientrare in città con il loro Caronte, si sono dileguati appena scesi dalle macchine.
Io sono rimasto fino alla fine con altri tre irriducibili…
In ufficio era previsto un test finale di ammissione e, se passavi il test, entravi a far parte del team!
Il test si è svolto in una saletta adibita a zona relax con macchinette per il caffé, bevande e snack vari, il tutto accompagnato da musica disco assordante a tutto volume. Nella stessa saletta, mentre noi facevamo il test, i vari collaboratori registravano i contratti fatti durante la giornata per i quali avevano diritto alla provvigione; qualcuno si rifocillava muovendosi a ritmo con la musica.
Manco a dirlo supero pure il test! Il capo mi convoca a colloquio e, congratulandosi con me, mi dice che il lavoro è mio! Un’esperienza surreale.
Ora mi domando: ma perchè non dire chiaramente di che tipo di lavoro si tratta? Cosa c’è da vergognarsi? Ma perché far perdere così tanto tempo sia all’azienda che ai candidati? Ma perchè tutti questi sotterfugi? Come fa una persona a fidarsi di un datore di lavoro che utilizza tali strategie per il recruiting? Come è possibile iniziare un rapporto di lavoro con questi presupposti?

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Descrizione annuncio
Veridicità annuncio
Esperienza al colloquio
Bontà della proposta
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